IL PAESE CHE CI VUOLE quarto appuntamento del Laboratorio delle Idee

NUTRIRE IL FUTURO

Frequentavo i primi anni dell’università e dopo l’estate, durante la stagione della vendemmia, lavoravo presso una Cantina Sociale. Il mio compito consisteva nel misurare la quantità di zucchero presente nei campioni d’uva e mosto, prelevati prima del conferimento. Ogni giorno centinaia di contadini vendemmiavano tonnellate d’uva. Le vasche traboccavano di mosto, con l’odore che impregnava tutto il paese.

Quotidianamente, autocisterne cariche partivano per il nord.

Il succo della nostra terra, carico si sole e di zucchero, invece di diventare vino di qualità, era utilizzato per dare “corpo” e aumentare il tasso di gradazione alcolica dei vini piemontesi.

Questa assenza di strategia economica e produttiva, determinò, negli anni successivi, la chiusura di gran parte delle Cantine Sociali del Salento.

La quantità di mosto invenduto, insieme al “graspo” e alla “feccia”, alimentavano le numerose distillerie presenti in quegli anni nel Salento.
Solo poche realtà sono sopravvissute e tra queste c’è la nostra Cantina. Grazie al lavoro ed alla sapienza dei nostri produttori, alla professionalità e alla lungimiranza delle persone che ne hanno guidato la riconversione produttiva e commerciale, possiamo oggi guardare con orgoglio ad una delle migliori realtà del nostro territorio.

Il premio di “Miglior vino di Puglia”, assegnato pochi giorni fa, ad uno dei prodotti dalla “Vecchia Torre” di Leverano, rappresenta l’ennesima conferma della qualità del lavoro svolto in questi anni.
Altre esperienze “collettive” offrono oggi nuove opportunità di crescita, come ad esempio la Cooperativa Agricola San Rocco, che fornisce ortofrutta di qualità alla grande distribuzione. Sapere che tra i 240 soci, la gran parte sono giovani imprenditori agricoli, rappresenta un concreto segnale di vivacità del nostro paese, che si manifesta attraverso una nuova riconversione del sistema produttivo agricolo.
Queste esperienze confermano il fatto che la nostra terra possiede enormi potenzialità nel campo agricolo, enogastronomico, turistico, paesaggistico e culturale. Si tratta di individuare le corrette strategie di sviluppo che puntino sulla qualità dei prodotti e sulla capacità di distribuzione. Settore turistico e ricettivo, ambito agricolo e politiche culturali devono essere sostenute da una precisa strategia, da un progetto condiviso tra tutti i soggetti coinvolti a cominciare dall’amministrazione locale. Questa dovrà necessariamente farsi animatrice di iniziative finalizzate alla promozione dei prodotti, alla creazione di marchi locali, realizzare interventi sulle infrastrutture, proporre piani per la formazione.
Tutto ciò potrà accadere solo se la politica la smetterà di curare il proprio orticello, preoccupandosi, invece, di nutrire il futuro.

A cura di Marcello Rolli candidato Sindaco Per Scelta Popolare

COLTIVIAMO LA CRESCITA terzo appuntamento del Laboratorio delle idee

LA CRESCITA POSSIBILE

Era il 1930 quando Adalberto Libera, uno dei più grandi architetti italiani, scrisse agli amici e colleghi Luigi Figini e Gino Pollini, componenti del Gruppo 7 e aderenti al M.I.A.R. Movimento Italiano di Architettura Razionale.
La breve lettera racconta del suo viaggio nel Salento, terra allora sconosciuta, estrema periferia della nazione.
Questa scoperta, per l’architetto Libera fu una rivelazione, una straordinaria sorpresa.
“Noi architetti moderni non abbiamo inventato nulla”, scrive agli amici, “in questa terra, da secoli, i contadini hanno saputo realizzare il giusto equilibrio tra ambiente naturale e ambiente costruito. Qui l’architettura si fonde alla terra con un processo naturale. Case bianche e basse segnano il paesaggio. Gli oliveti e i vigneti rappresentano il naturale recinto dei nuclei urbani. Gli orti, curati e ordinati, come giardini preziosi. Le corti sono luoghi di vita reale.

Nel Salento l’architettura razionale esiste da secoli”.
Della terra descritta da Libera ne sopravvive oggi solo un ricordo sbiadito. Ora è un territorio alterato da uno sviluppo caotico segnato dall’abuso e dalla piccola speculazione.
I centri urbani sono soffocati da architetture che ne hanno quasi cancellato l’identità mediterranea. Le corti, luoghi d’incontro della comunità, sono state sostituite dalle “villette” circondate da alti recinti. Le piazze, una volta spazi di relazione e di scambio, sono diventate aridi parcheggi per le auto.
Il perimetro costiero è stato saccheggiato in nome di uno sviluppo che ha concentrato la ricchezza in poche mani.
“Mamma li turchi!” si diceva nel cinquecento, ma il vero saccheggio della nostra terra avverrà nei secoli successivi. E non per mano dei turchi.Qualcuno continua ancora a pensare che questa terra possa crescere attraverso l’insediamento selvaggio di progetti turistici collocati nei pochi luoghi sopravvissuti al saccheggio, come sta accadendo alla Sarparea.
Si continua a perseverare con strategie di sviluppo che trattano il nostro territorio come spazio funzionale solo agli interessi economici, come il gasdotto che approda tra ulivi e spiaggia, quando la sua collocazione logica è rappresentata da un sito già industrializzato, posto ad un centinaio di chilometri più a nord.Le risposte che oggi possiamo dare passano dal rifiuto di questo tipo di “crescita”, proponendo un percorso alternativo finalizzato alla cura del nostro territorio, tutelandone l’identità rimasta, ponendo al centro delle politiche di sviluppo il bene collettivo e non gli interessi dei pochi.
a cura di Marcello Rolli candidato sindaco per Scelta Popolare
per la lista SCELTA POPOLARE
Incontro di Giovedi 6 Aprile ore 20
terzo appuntamento del LABORATORIOc/o Comitato elettorale Via San Rocco. Leverano#SceltaPopolare
#MarcelloRolliSindaco

ALFABETO COMUNE secondo appuntamento del Laboratorio delle idee

ALFABETO COMUNE

Cosa tiene insieme una comunità?
Quali sono i fili nascosti che legano la memoria, l’identità, l’affetto per un luogo. Da dove nasce il senso di appartenenza ad un lembo di terra, il sentirsi “a casa”.
Nasce da un sistema di ricordi, relazioni, esperienze vissute, dai paesaggi interiori che ognuno di noi custodisce.
Luoghi dell’anima che alimentano i sensi. Il profumo del pane dei forni di comunità, l’odore del sugo di pomodori la domenica mattina. La Fiera delle ciliegie e degli animali, i cantastorie in piazza, le melodie sonore del venditore di sedie, dell’arrotino, dell’ombrellaro. Il vino rosso scuro che macchia la tovaglia di cotone, l’odore fraterno di nafta su una tuta da meccanico.
Il lavoro quando c’è, con la terra che ogni giorno entra in casa; il lavoro quando non c’è, con la valigia che abbandona la casa.
Tutto questo vive nell’anima della comunità. La sua identità culturale si regge su questo patrimonio. Un immenso valore immateriale che dobbiamo preservare, valorizzare.
Questo è l’alfabeto comune da cui si riparte.
Parole, facce e storie che uniscono, che raccontano le nostre radici profonde.

a cura Marcello ROLLI Candidato Sindaco per Scelta Popolare
GIOVEDI 30 MARZO ore 20:00 “Alfabeto Comune”
secondo incontro con IL LABORATORIO DELLE IDEE
presso il Comitato Elettorale di SCELTA POPOLARE

LA BELLEZZA FERITA primo appuntamento del Laboratorio delle Idee

La bellezza può stare in un atto coraggioso.

Quando il 31 marzo del 1984, Renata Fonte fu uccisa, non pensava di essere una donna coraggiosa. Semplicemente pensava di fare la cosa giusta, come difendere la costa di Porto Selvaggio dai tentativi di speculazione edilizia.
Se quell’enorme patrimonio di bellezza esiste ancora è proprio grazie alla coerenza delle sue idee, al suo gesto semplice e coraggioso di anteporre l’interesse della comunità agli interessi di pochi.
Oggi è la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Il nome di Renata Fonte sarà letto, insieme a quello di oltre 900 vittime di mafia, in centinaia di piazze italiane.
Il nostro dovere è ricordare, raccontare, testimoniare, tutelare.
Curare le ferite di un patrimonio naturale straordinario.

Giovedì prossimo, nella sede del comitato di Scelta Popolare, si discuterà di questo. Si proporranno le cure.
Il nostro manifesto elettorale nasce da questi incontri, dall’ascolto delle tante voci della nostra comunità.

Perchè è un dovere cercare di capire la complessità del nostro territorio, per poi elaborare, insieme, proposte di tutela.

A cura di Marcello Rolli Candidato Sindaco per Scelta Popolare