A proposito di Educazione e Politche Sociali

Se EDUCARE significa offrire possibilità per apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni, allora IL CONTESTO POLITICO ha una grande responsabilita’. Infatti, è ESSENZIALE che un’amministrazione debba cercare di comprendere i fenomeni sociali complessi e agire attraverso un progetto sociale e una politica culturale che abbiano come PRINCIPIO FONDANTE l’ATTENZIONE e l’ASCOLTO DEI BISOGNI e come OBIETTIVO ULTIMO LO SVILUPPO di una COMUNITA’ in cui OGNUNO DI OGNI APPARTENENZA di genere, di orientamento sessuale, etnica, religiosa, culturale, politica e di abilità si senta PIENAMENTE REALIZZATO e LIBERO DI ESPRIMERSI.
Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno bisogno, sin dai primi anni della loro vita, di occasioni per innamorarsi della conoscenza, per sperimentarsi nell’esercizio del pensiero critico, per comprendere che la legalità si esercita ogni giorno nel quotidiano. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno bisogno di occasioni per scoprire che il mondo intorno a loro è fatto di diversità di cui arricchirsi partendo dall’incontro curioso con il proprio vicino, hanno bisogno di occasioni per coltivare la propria creatività che è la migliore compagna per affrontare le novità ed avversità della vita. 

Dunque cosa possiamo fare?

CI piace pensare ad una COMUNITA’ ADULTA EDUCANTE che sia protagonista ATTIVA e PROPOSITIVA delle politiche sociali del paese e che senta DI AVERE DIRITTO E DOVERE di intervenire .

Quelle opportunità, la COMUNITA’ ADULTA EDUCANTE DEVE POTERLE OFFRIRE attraverso un lavoro di concerto e con la condivisione di obiettivi di TUTTE LE STRUTTURE EDUCANTI cioè amministratori, famiglie, scuole, parrocchie, associazioni, SINGOLI CITTANDINI che INSIEME possono tessere la trama di una rigenerazione sociale e culturale.

In questo modo l’ORIENTAMENTO E I PROGETTI POLITICI sono il lievito che, però, ha bisogno della farina, dell’acqua, del sale, del fuoco, e di ogni altro ingrediente per sfornare qualcosa di buono e nutriente. 

Dunque, siamo tutti risorse preziose chiamate a partecipare allo sviluppo di UNA COMUNITA’ basata sul RISPETTO, la COOPERAZIONE, l’ACCOGLIENZA  e l’AMORE per offrire a noi e ai nostri figli un presente ed un futuro di BELLEZZA.

Anna Maria Cagnazzo 

Candidata Consigliera per Scelta Popolare

Tutelare il prodotto locale

Il programma di Scelta Popolare intende sostenere e promuovere la creazione di Marchi D’Area con la funzione di garantire l’origine del prodotto e la sua tipicità locale attraverso la collaborazione con le istituzioni scientifiche e i centri di ricerca. In linea con questa stessa idea e con estremo entusiasmo, vorrei condividere un progetto utile per il nostro paese che consiste nella tutela di un gioiello della nostra produzione agricola: la meloncella (spureddhra) . Già da diversi anni mi sto occupando della selezione delle diverse varietà (bianca-nera-fasciata) al fine di tutelare e conservare la tipicità del prodotto moltiplicando e diffondendo le piantine tra gli agricoltori ed ho avviato una collaborazione con l’Università del Salento, l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Lecce, e l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” aderendo e partecipando al progetto BioDiverso.Il giorno 24 Maggio dalle ore 14 alle ore 17 i vivai Coviser in collaborazione con L’Orto Botanico dell’Università del Salento organizzeranno una passeggiata didattica per la scoperta della biodiversità della meloncella locale con degustazione del prodotto fresco presso le serre di produzione  site in Leverano, Località Pampi.

Non mancate!

Rocchino Gatto

Candidato Consigliere per Scelta Popolare

 

​E’ IL TEMPO DEL CERCHIO…

E’ tempo in cui le “periferie” e le “zone centrali” si ritrovino in un circolo che per essere virtuoso prevede un posto per ognuno e la dignità di ogni posto.
E’ tempo in cui la DIVERSITA’ e la DIVERGENZA non siano motivo di scontro e contrapposizione, ma occasioni di ARRICCHIMENTO  e di CRESCITA.

E’ tempo in cui la PARTECIPAZIONE non è un Diritto da rivendicare, ma un DOVERE DA ESERCITARE con consapevolezza.

…E’ il tempo in cui non c’è più lo spazio per piedistalli e giochi di potere, ma solo un unico piano in cui ci si possa guardare negli occhi, ri-conoscersi come parte di un tutto e lavorare per un OBIETTIVO COMUNE.

E’ il tempo in cui le idee devono circolare e nutrirsi  RECIPROCAMENTE.

E’il  tempo in cui la Politica non è più prerogativa di pochi, ma in cui ognuno è RISORSA PREZIOSA chiamata a partecipare allo sviluppo di una COMUNITA’ basata sul RISPETTO, la COOPERAZIONE, l’ACCOGLIENZA e l’AMORE…

E’ il TEMPO DEL CERCHIO, luogo della DEMOCRAZIA, AGORA’ che abbraccia e contiene, luogo di ponti e non di barriere,  in cui OGNUNO, di ogni appartenenza si senta libero di esprimersi e di poter fare la propria parte.

Anna Maria Cagnazzo

Candidata Consigliere per Scelta Popolare

Prima la vita, dopo gli spazi, quindi gli edifici

“Prima la vita,  dopo gli spazi,  quindi gli edifici. Gli altri modi che si usano in giro non hanno mai funzionato” Jan Ghel
Ecco, questo è precisamente il modo di pensare che ci presenta Marcello Rolli, la sua visione del mestiere di Sindaco, un attento osservare, la capacità di capire le dinamiche perché possano esprimere il loro potenziale migliore, sempre con l’umiltà di chi vuole capire e conoscere.
Perché il mondo è nuovo, con così tanti mutamenti che le ricette preconfezionate, l’arroganza di chi crede di sapere, mostra immediatamente i suoi limiti: chi pensa di avere un percorso preconfezionato davanti non può che farci perdere tempo, in un momento in cui il tempo è bene prezioso.
Per questo ogni elettore dovrebbe chiedersi: la persona che sto votando è qualcuno in grado di percepire questi cambiamenti, di percorrere percorsi mai immaginati, o è solo come una vecchia fotografia stinta da appendere in salotto?

Coltiviamo insieme un futuro comune

Per fortuna c’è ancora qualcuno che crede nella possibilità di migliorare le cose, che significa far funzionare un territorio comunale osservandone i conflitti e, al contempo, avendo fiducia nel fatto che esista sempre una soluzione migliore.
Dov’è la differenza?
E’ la differenza rispetto alle persone che sento dire “tanto viviamo già in un territorio compromesso”, verso chi crede che il destino di una comunità sia già segnato, che la scelta non sia possibile.
Occorre proprio un agire nuovo, che parta dal raccogliere le idee, dal far incontrare persone con esigenze anche opposte – come possono esserlo gli operatori dell’agricoltura intensiva e quelli del turismo – partendo dal pensare che le soluzioni si trovano proprio così, non dalla pianificazione a tavolino, né dal continuare impassibili ed insensibili ognuno per la propria strada, ma dal coltivare insieme un futuro comune.
Partendo dall’essere tutti protagonisti.

Valentino Traversa

​Non restiamo indifferenti.    

La mia è una voce di riflessione. Vorrei esporre alcune considerazioni sulla partecipazione della cittadinanza e, soprattutto, dei giovani alla vita della comunità ed alla politica.

Non bisogna schermarsi, come spesso si sente, dietro ad un atteggiamento di quieto vivere e di disinteresse.  SIAMO CITTADINI, SIAMO NOI IL PAESE!     

Occuparsi di politica, fare politica è una necessità oltre che un’opportunità e, per farlo, non per forza bisogna stare nella stanza dei bottoni.

Quindi la proposta, che trae spunto da questa riflessione, è quella di creare un gruppo, che possa affiancare il lavoro dell’amministrazione comunale: un vero e proprio laboratorio di idee,  che sia la sintesi della collaborazione di tutte quelle persone interessate ad un futuro migliore per la nostra comunità, attraverso un percordo di condivisione. La vera sfida, che lancio ai giovani, è trovare la forza ed i modi per reincludersi socialmente con responsabilità, passione, cuore…. in modo da far ritrovare nella politica la speranza di rivendicare legittimamente un ruolo attivo nella realtà che ci appartiene. 

Basta con l’indifferenza!

(#10LIBEREvoci Francesca D’Amanzo)

​POLITICHE CULTURALI E SCOLASTICHE: conoscenza ed identità

In un’ottica di scuola inclusiva, dove il bambino è al centro di tutta l’azione educativa e didattica, vorrei che lo stesso diventi protagonista di tale processo, anche nella vita sociale e culturale del nostro paese.

E’ importante che la futura amministrazione sia promotrice di proposte forti ed efficaci in ambito educativo e culturale, al fine di rafforzare  l’identità e il senso di appartenenza alla città di Leverano. Tutto ciò puo’ essere facilitato e supportato anche attraveso la realizzazione di progetti programmati nella stesura del PTOF , all’interno del quale si organizzano le attività dell’istituzione scolastica. E’ importante valorizzare, attraveso tali strumenti, la propria identità storica, approfondendo alcuni personaggi di Leverano che hanno contribuito a valorizzarne l’identità culturale.
Mi vengono alla mente figure importanti ma poco approfondite come Girolamo Marciano, noto umanista, geografo  e filosofo di età rinascimentale, che ha contribuito con la sua opera a descrivere minuziosamente il nostro territorio. Mi piace pensare alla realizzazione e stesura di un testo divulgativo realizzato dai ragazzi delle nostre scuole, con la finalita’ di aggiungere un importante tassello di conoscenza della nostra Leverano, che passa attraverso la vita di coloro che lo hanno segnato nei diversi campi del sapere umano.
Infine, sarebbe interessante attuare delle soluzioni 2.0, come ad esempio la  digitalizzzione di alcune fonti storiche presenti nella biblioteca comunale, affinché diventino di immediata e facile fruibilità (si può pensare alla stesura in Braille di tali dovumenti per i non vedenti)
Il mio auspicio è  che il futuro Sindaco di Leverano insieme a tutta la sua squadra e alle scuole del territorio, si impegnino ad immaginare e concretizzare una “città di cultura”, attribuendo ai bambini ed ai ragazzi un ruolo centrale e di partecipazione attiva.
(#10LIBERIvoci Francesca Frisenda)

A Casa

Recentemente ho letto questa frase “vivere nel paese in cui si è nati è una cosa rischiosa.  E’ come giocare in fondo al pozzo”. 
Nell’agosto del 1998 decisi di non vivere più a casa, di andarmene. Volevo arrivare a capire che casa non è il luogo in cui si è nati.  Poi ho scelto di tornare, solo dopo aver trovato casa in molti paesi. 

Ne ho vissuti di luoghi e quello che vorrei fare è ricordare le cose più belle che ho incontrato nei luoghi che ho abitato, con la speranza che possano essere adottate e possano essere delle idee sulle quali ragionare insieme…perche’ siano progetti ed esempi utili per Leverano. Parto da Bologna (la città in cui ho vissuto per 15 anni ) ed in particolare dalla Sala Borsa, una gigantesca biblioteca al centro della città, creata nel 2001. Ogni residente e cittadino di Bologna, a prescindere dal reddito, ha accesso gratuitamente a centinaia di libri, giornali e cd.  Anche a Leverano  mi piacerebbe che la biblioteca diventi il centro della città, un luogo vivo e una risorsa per la città e per i cittadini. 
L’altra città che ho sentito “casa” è Viareggio…di Viareggio ricordo il parcometro e il bottone verde che può essere pigiato per ottenere 15 minuti di parcheggio gratuito.  Pensavo potrebbe essere bello fermarsi gratuitamente per 15 minuti, per 10  o per 5 e prendere un caffè. Prendere un caffè, fermarsi per una breve sosta gratuita e’ una proposta che sono certo  gioverebbe anche alle attività del Giro del muro ed un po’ forse anche a quelle nel centro storico.
Vado fuori dall’Italia per un anno. Ho vissuto a Valencia e parlo di qualcosa che mi ha ricordato Nuccio qualche giorno fa. A Valencia c’era un fiume, il Turia. Negli anni 80 i cittadini decisero di prosciugare il fiume e trasformarlo in un enorme parco pubblico, pieno di verde,di giochi per bambini, attività sportive per chilometri e chilometri  e sono al servizio dell’intera città. Valencia e la cultura spagnola sono molto simili alla nostra, talmente simili che basta superare il ponte del Turia per arrivare in un sobborgo di Valencia che si chiama Burjassot che ha come 

Santo Protettore San Roc in valenciano e San Roque in spagnolo. A me è bastato quello per sentirmi a casa e mi basta pensare a quel parco per capire che anche qui si può ripensare al paesaggio e all’urbanistica e decidere in maniera consapevole di trasformare in un fiume una palude, qualunque altro spazio in uno spazio utile e fruibile dai cittadini.
Torno a Bologna ricordo che quando presi la residenza, l’ufficiale dell’anagrafe chiese se la persona con cui andavo a convivere fosse legata a me da vincoli affettivi… dopo scoprii che si tratta del registro delle unioni civili ,ormai superato dalla Legge Cirinnà del 2016. Quello che mi ha colpito è stato un comune in grado di anticipare e precorrere i tempi e stare, sempre e comunque, dalla parte dei diritti dei cittadini.
Ritorno a Bologna e penso al barbiere. Ho iniziato a sentirmi a casa, a Bologna, quando ho trovato il mio barbiere di fiducia (non che lo usi o ci vada molto spesso!) però mi piace l’idea di fare due chiacchiere. Ricordo che il barbiere che avevo Bologna era un iraniano emigrato per 15 anni Giappone poi per 5 anni in Germania. Nell’ultimo anno mi è capitato di andare dai barbieri a Leverano e ho sentito storie simili, storie di emigrazione, storie di gente che ha dovuto abbandonare il proprio paese. Mi sento privilegiato ad aver scelto di andare via e  di ritornare, quando molti miei coetanei non se lo possono permettere. Queste storie di emigranti accomunano nord e sud Italia… Voglio sottolineare il compito di un’amministrazione comunale che e’ quello di favorire la cultura del rispetto e dell’integrazione, la cultura di accoglienza per coloro che tentano di raggiungere questa parte del mondo,  in cui tutti siamo dei privilegiati.
Infine Monghidoro un piccolo paese sull’Appennino tra Bologna e Firenze che ha 3000 abitanti. Ho vissuto per tre anni ed è il posto dove mio figlio per la prima volta ha abbracciato un albero.  Ricordo l’estrema socialità, la possibilità di far festa tutti insieme, di ritrovarsi insieme come comunità, cucinare, mangiare, vivere e accogliere. Certo questo è facile in un piccolo paese… in un paese di 15000 abitanti e’ più complesso da organizzare, però questo è il mio augurio finale che possiamo aumentare il senso di comunità di questo paese, condividere, esaltando le differenze. 

Buona e buonissima serata a tutti!
(#10LIBEREvoci Duilio Romanello)

​LILLI, FUFFI E LA LEZIONE DI VITA CHE MI PORTO DENTRO

Quello che mi accingo a raccontare può forse qualificarsi come un piccolo episodio.
Ma, nella sua semplicità, io continuo a portarmelo dentro, come una lezione di vita, come qualcosa per cui vale ancora la pena sperare.

Quando Lilli (la cagnolina di mia nonna) rimase incinta da parte di padre ignoto, noi ci preoccupammo molto per la presenza del gatto.

Temevamo che, col suo istinto predatorio, potesse far male a quelle piccole creature appena nate così simili, dal nostro punto di vista, a dei topolini.

Fuffi, però, ci smentì clamorosamente.

In pratica, assieme a Lilli, decise di darsi i turni: quando Lilli era sveglia, lui dormiva; quando invece Lilli si appisolava, lui si prendeva cura di quei teneri fagottini quasi fosse loro padre.

Ma perché ho così tanto piacere a condividere questa esperienza?

Perché tutti noi siamo stati abituati a pensare alla Natura come ad un’entità in tutto e per tutto governata da una legge ineludibile e perentoria, quella che vede sempre prevalere il forte sul debole.

Ma, se questo risulta vero su un piano generale, non è così se si scende poi nel particolare.

Sul piano particolare, infatti, sono gli individui a fare la differenza… 

A fare la differenza sono Lilli e Fuffi.

Sul piano particolare a fare la differenza siamo Noi.

Ebbene, in questi giorni (più volte incoraggiato dal MIO futuro Sindaco) sto provando ad allenare la mia capacità d’ascolto nei riguardi delle persone.

E alcune di loro, a dir la verità, mi paiono oltremodo critiche verso questa nuova Coalizione di Centrosinistra per Leverano. Dicono più o meno così: “vedrai che queste Primarie si riveleranno un farsa colossale; vedrai che gli attriti interni tra Nuccio, Fernando e Marcello emergeranno prepotenti”.

A queste persone, in tutta umiltà, vorrei ricordare una cosa soltanto. La Politica può essere concepita in due modi diametralmente opposti: o ripercorrendo fedelmente quella legge di Natura che vede costantemente prevalere il forte sul debole, oppure avendo premura di mettere da parte ogni fattore di divergenza per consentire a questo paese di crescere sano e forte.

Se conosco bene Fernando, Nuccio e Marcello, sono sicuro che veglieranno assieme sulla nostra Leverano.

Proprio come Fuffi seppe fare con i cuccioli della nostra cagnolina.

Io ci voglio sperare!

(#10LIBEREvoci Contributo Paolo Paladini)