COLTIVIAMO LA CRESCITA terzo appuntamento del Laboratorio delle idee

LA CRESCITA POSSIBILE

Era il 1930 quando Adalberto Libera, uno dei più grandi architetti italiani, scrisse agli amici e colleghi Luigi Figini e Gino Pollini, componenti del Gruppo 7 e aderenti al M.I.A.R. Movimento Italiano di Architettura Razionale.
La breve lettera racconta del suo viaggio nel Salento, terra allora sconosciuta, estrema periferia della nazione.
Questa scoperta, per l’architetto Libera fu una rivelazione, una straordinaria sorpresa.
“Noi architetti moderni non abbiamo inventato nulla”, scrive agli amici, “in questa terra, da secoli, i contadini hanno saputo realizzare il giusto equilibrio tra ambiente naturale e ambiente costruito. Qui l’architettura si fonde alla terra con un processo naturale. Case bianche e basse segnano il paesaggio. Gli oliveti e i vigneti rappresentano il naturale recinto dei nuclei urbani. Gli orti, curati e ordinati, come giardini preziosi. Le corti sono luoghi di vita reale.

Nel Salento l’architettura razionale esiste da secoli”.
Della terra descritta da Libera ne sopravvive oggi solo un ricordo sbiadito. Ora è un territorio alterato da uno sviluppo caotico segnato dall’abuso e dalla piccola speculazione.
I centri urbani sono soffocati da architetture che ne hanno quasi cancellato l’identità mediterranea. Le corti, luoghi d’incontro della comunità, sono state sostituite dalle “villette” circondate da alti recinti. Le piazze, una volta spazi di relazione e di scambio, sono diventate aridi parcheggi per le auto.
Il perimetro costiero è stato saccheggiato in nome di uno sviluppo che ha concentrato la ricchezza in poche mani.
“Mamma li turchi!” si diceva nel cinquecento, ma il vero saccheggio della nostra terra avverrà nei secoli successivi. E non per mano dei turchi.Qualcuno continua ancora a pensare che questa terra possa crescere attraverso l’insediamento selvaggio di progetti turistici collocati nei pochi luoghi sopravvissuti al saccheggio, come sta accadendo alla Sarparea.
Si continua a perseverare con strategie di sviluppo che trattano il nostro territorio come spazio funzionale solo agli interessi economici, come il gasdotto che approda tra ulivi e spiaggia, quando la sua collocazione logica è rappresentata da un sito già industrializzato, posto ad un centinaio di chilometri più a nord.Le risposte che oggi possiamo dare passano dal rifiuto di questo tipo di “crescita”, proponendo un percorso alternativo finalizzato alla cura del nostro territorio, tutelandone l’identità rimasta, ponendo al centro delle politiche di sviluppo il bene collettivo e non gli interessi dei pochi.
a cura di Marcello Rolli candidato sindaco per Scelta Popolare
per la lista SCELTA POPOLARE
Incontro di Giovedi 6 Aprile ore 20
terzo appuntamento del LABORATORIOc/o Comitato elettorale Via San Rocco. Leverano#SceltaPopolare
#MarcelloRolliSindaco